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IL REGNO DEL RISO

portici per mettere al riparo dalle intemperie gli attrezzi di lavoro. Il forno era in comune. La casa del padrone era costruita separata e più imponente delle case dei contadini; sotto di essa si trovavano le cantine per la stagionatura dei salumi e dei formaggi e per l'invecchiamento del vino. Le abitazioni dei salariati erano tutte uguali, disposte a perimetro della corte e scarsamente ammobigliate. Spesso erano anche mal costruite: non è difficile sentir raccontare da chi ha abitato in cascina che dal sottotetto di legno di notte era possibile vedere il cielo stellato attraverso le fessure delle assi e le tegole sconnesse... poetico, ma non troppo se si considera che spesso le famiglie contadine erano numerose, troppo per le piccole case a loro disposizione, e quindi anche i solai dovevano essere adibiti, ad esempio, a camere da letto. Ognuno aveva un ruolo e compiti precisi: il fattore era responsabile dell'azienda agricola per conto del padrone, il manzolaio si occupava del bestiame giovane, il famiglio, del bestiame da latte, il bifolco, dei buoi, il cavallante, dei cavalli da tiro, i braccianti lavoravano nei campi. In certi periodi dell'anno, ai salariati si aggiungevano braccianti stagionali e mondariso; costoro vivevano in stanze comuni divisi per sesso.

I MULINI
I mulini ad acqua presenti nella zona di Vigevano sono molto antichi e alcuni di essi sono citati in manoscritti di Leonardo da Vinci. Pare che Leonardo, invitato dal grande signore e mecenate Ludovico il Moro e ospite della residenza di caccia e azienda agricola Sforzesca abbia progettato canali d'irrigazione e inventato un nuovo tipo di ruota per mulino ad energia idraulica, con pale concave in ferro e un complicato sistema di pulegge e cinghie.

 
Nel XVII secolo vennero costruiti i primi mulini funzionanti in questo modo proprio nei dintorni di Vigevano, in località Mora Bassa. Dei mulini si trovano presso dei cascinali, oppure isolati nelle campagne e, talvolta, persino situati all'interno nei centri abitati. Nel passato il centro storico di Vigevano era lambito da due corsi d'acqua il Naviglio Sforzesco e la Roggia Vecchia che oltre a rappresentare un baluardo difensivo difensivo della città servivano a far funzionare dei mulini. Nell'attuale via Mulini tutt'ora esistono due mulini il Porta Nuova e il "della Resega".
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